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“La riproduzione vietata” di Renè Magritte

Perché questa vetrina?

Lasciatemi dire: perché no?

Viviamo in un mondo iper-tecnologico dove ognuno di noi sente la necessità  di farsi notare: alla continua ricerca di approvazione, conferme e consensi.

Viviamo in un mondo dove la necessità  di mettersi in vetrina viene soddisfatta nei modi più disparati, scegliendo quale maschera mostrare o cercando di alterare la visione che il prossimo ha di noi.

Viviamo in un mondo in cui l’impressione del prossimo nei nostri confronti è quasi più importante della propria consapevolezza.

Posso io essere da meno?

Oggi il mostrarsi è diventato “l’oppio dei popoli.”

Ho fatto solo una scelta lievemente diversa.
Qui non mostrerò la mia parte esterna (conta e vale poco).
Qui, io cercherò di mostrare ciò che si vede affacciandosi alla finestra dei miei occhi in direzione dell’anima.
Qui io cercherò di mostrare i miei pensieri o ciò che ci diciamo in silenzio, davanti ad uno specchio.

Un piccolo tentativo di dare forma a qualcosa di immateriale, come un pensiero, cercando di trasformarlo in parola scritta.

Buona lettura.

Michele Proto

  • Usato
    https://youtu.be/cVXmswGyrGs

    Svuotato nel corpo,
    privato dell’anima
    si accascia al suolo
    per divenire ciò
    che non potrà mai essere.

    Non diverrà terra,
    non rimarrà uomo.

    Non viaggerà tra i ricordi,
    di chi,
    dimenticandolo,
    ha lasciato
    che rimanesse
    nessuno.

  • Alexandre Dumas – Figlio

    Ah! Voi credete, continuò con l’insistenza di chi ha il diritto di dire: Ve lo avevo detto! Ah! Voi credete che basti amarsi e andare a vivere in campagna a condurre una vita pastorale e immateriale? No, amico mio, no. Accanto alla vita ideale c’è la vita materiale, e le più caste decisioni sono trattenute a terra da fili sottili, ma di ferro che non si spezza tanto facilmente.

    La signora delle camelie

    E non potete dirmi in che modo? No,, tu devi amarmi come io amo te e tutto andrà bene.

    La signora delle camelie

    MI ricordavo di questa lettura e io, che avrei voluto soffrire per quella donna, temevo che mi accogliesse troppo in fretta e che mi desse troppo presto un amore che avrei voluto pagare con una lunga attesa o un grande sacrificio. Noi uomini siamo fatti così, ed è un bene che l’immaginazione lasci la poesia ai sensi e che i desideri del corpo la concedano ai sogni dell’anima. Insomma, se mi fosse stato detto: avrà questa donna stasera e domani sarà ucciso, io avrei accettato. Mi fosse stato detto: pagate dieci luigi e ne sarete l’amante, avrei rifiutato e pianto, come un bambino che al proprio risveglio vede svanire il castello intravisto durante la notte.

    La signora delle camelie
  • Frida Kahlo

    Da quando mi sono innamorata di te, ogni cosa si è trasformata ed è talmente piena di bellezza. L’amore è come u profumo, come una corrente, come la pioggia. Sai, cielo mio, tu sei come la pioggia ed io, come la terra, ti ricevo e accolgo.

  • Pablo Neruda

    Morirei per un tuo solo sguardo, un tuo sospiro che profumi d’amore ed una carezza che riscaldi il mio cuore. Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.

    Per chi suona la campana
  • Ernest Hemingway

    Non prendere mai alla leggera l’amore. La verità è che la maggior parte della gente non ha mai avuto la fortuna di amar qualcuno; che duri solo oggi e una parte di domani, o duri tutta una lunga vita è la cosa più importante che può capitare ad un essere umano. Ci saranno sempre persone che diranno che non esiste perché non possono averlo. ma io ti dico che è vero, che tu lo possiedi e che sei fortunato, anche se domani morrai.

    Per chi suona la campana
  • L’attimo fuggente

    L’attimo fuggente (Dead Poets Society) è un film del 1989 diretto da Peter Weir e con protagonista Robin Williams.

    https://www.youtube.com/watch?v=XGgnCmxUxeM

    Prof. John Keating: “Continuate a strappare, ragazzi. Questa è una battaglia, una guerra e le vittime sarebbero i vostri cuori e le vostre anime. Grazie mille, Dalton. Armate di accademici, che avanzano misurando la poesia, no, non lo permetteremo, basta con i J. Evans Prichard. E ora, miei adorati, imparerete di nuovo a pensare con la vostra testa, imparerete ad assaporare parole e linguaggio. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo. Quello sguardo negli occhi di Pitts dice che la letteratura dell’Ottocento non c’entra con le facoltà di economia e di medicina, vero? Può darsi. E lei, Hopkins, è d’accordo con lui e pensa: “Eh sì, dovremmo semplicemente studiare il professor Prichard, imparare rima e metrica e preoccuparci di coltivare altre ambizioni”. Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi, avvicinatevi! Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino, noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Citando Walt Whitman: “O me o vita! Domande come queste mi perseguitano. Infiniti cortei di infedeli, città gremite di stolti, che v’è di nuovo in tutto questo? O me o vita! Risposta: Che tu sei qui, che la vita esiste e l’identità, che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso”. “Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso”. Quale sarà il tuo verso?”

    https://www.youtube.com/watch?v=gddhz1X3jXA

    Prof. John Keating: Un uomo non è molto stanco è esausto, e non usate molto triste usate, su avanti Overstreet non dorma;
    Overstreet: affranto?
    Prof. John Keating: Esatto è affranto. Il linguaggio si è sviluppato con uno scopo e cioè di? forza Enderson, allora è un uomo o è un’ameba? Vediamo, Perry?
    Perry: eh di comunicare?
    Prof. John Keating: No, di rimorchiare le donne. Oggi parleremo di William Shakespeare. Lo so alcuni di voi preferirebbero sedersi sulla poltrona del dentista, ma noi parleremo di Shakespeare come di un tale che ha scritto cose molto interessanti. Voi avete visto Shakespeare recitato più o meno così: Oh Tito porta il tuo amico con te; ma chi l’ha visto fatto da Marlon Brando sa che Shakespeare può essere diverso: amici, romani, concittadini, prestatemi orecchio, e cercate di immaginarvi John Wayne che fa: Beh cos’è un coltello quello che vedo di fronte a me? Cane signore? Eh no oggi no, guardi che un cane fa bene ogni tanto sa? Uno può fare un pasto completo a base di cane. Si comincia con crudi-tè di dalmata, si continua con cocker flambè e per dessert un pechinese al pepe rosa. Come stuzzicadenti usare le code. Perché sono salito quassù? Chi indovina?
    Perry: Per sentirsi alti?
    Prof. John Keating: No. Grazie per aver partecipato. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio, è proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovrete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice: molti uomini hanno vita di quieta disperazione. Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi! Non affogatevi nella pigrizia mentale. Guardatevi intorno! Ecco così bravo Crispy, così. Osate cambiare. Cercate nuove strade.