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“La riproduzione vietata” di Renè Magritte

Perché questa vetrina?

Lasciatemi dire: perché no?

Viviamo in un mondo iper-tecnologico dove ognuno di noi sente la necessità  di farsi notare: alla continua ricerca di approvazione, conferme e consensi.

Viviamo in un mondo dove la necessità  di mettersi in vetrina viene soddisfatta nei modi più disparati, scegliendo quale maschera mostrare o cercando di alterare la visione che il prossimo ha di noi.

Viviamo in un mondo in cui l’impressione del prossimo nei nostri confronti è quasi più importante della propria consapevolezza.

Posso io essere da meno?

Oggi il mostrarsi è diventato “l’oppio dei popoli.”

Ho fatto solo una scelta lievemente diversa.
Qui non mostrerò la mia parte esterna (conta e vale poco).
Qui, io cercherò di mostrare ciò che si vede affacciandosi alla finestra dei miei occhi in direzione dell’anima.
Qui io cercherò di mostrare i miei pensieri o ciò che ci diciamo in silenzio, davanti ad uno specchio.

Un piccolo tentativo di dare forma a qualcosa di immateriale, come un pensiero, cercando di trasformarlo in parola scritta.

Buona lettura.

Michele Proto

  • Friedrich Nietzsche

    L’amore è quello stato d’animo in cui l’uomo vede, il più delle volte, le cose coì come non sono.

  • Khaled Hosseini

    Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri si elevavano al cielo, si raccoglievano a formare le nubi e poi si spazzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente. “A ricordo di come soffrono le donne come noi” aveva detto. “Di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso.”

  • Alfred de Musset

    Non so dove vada la mia strada, ma cammino meglio quando la mia mano stringe la tua.

    Art Jeff Rowland
  • Artur Schnitzler

    Credo alla tua saggezza solo se viene dal cuore, credo alla tua bontà solo se viene dalla ragione.

  • Pier Paolo Pasolini

    L’uomo tende a addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l’abitudine di giudicarsi, non sa chiedersi chi è. È allora che va creato artificialmente lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. I poeti, questi eterni indignati, questi campioni della rabbia intellettuale, della furia filosofica.

  • Tu sei

    Tu sei la pace tra le guerre;
    tu sei il silenzio in mezzo al frastuono;
    tu sei l’amore dove prima c’è stato l’odio;
    tu sei l’arcobaleno dopo il temporale violento;
    tu sei il tizzone ardente tra il gelo dei ghiacciai;
    tu sei la bellezza nel mondo in cui regna l’orrendo;
    tu sei la stella polare, per il marinaio, nella notte più buia;
    tu sei il porto sicuro in cui le barche si proteggono dalle onde rabbiose;
    tu sei la neve che dipinge di bellezza anche il paesaggio più maltrattato;
    tu sei ciò che gli altri non sono mai stati e non potranno mai essere
    perché: tu sei tu.