Correva

Correva.
Un leggero abito blu la vestiva senza stringere, ne accarezzava i confini del corpo.
Ricadendo creava morbide onde leggere.
Il blu mescolato con una manciata di toni chiari ne smorzava la rigidità , lo trasformava da notte in alba.
Una cascata di fiori bianchi l’adornavano facendone avvertire la freschezza.
Le mani tenevano alti gli orli per non intralciare i movimenti del corpo e aprendo, così, qualche spiraglio verso le gambe affusolate.
Correva su un lago bianco di polvere compatta fatto di ghiaia.
I grandi alberi, dall’alta chioma maestosa nati su uno dei lati – quello che guarda al sole la mattina – non riuscivano a gettare l’ombra tanto in là  da investirla.
Era immersa nella luce.
I lucenti capelli neri scontrandosi con i raggi del sole creavano illusioni di viola.
Le coprivano appena le spalle, mentre un piccolo fermaglio ne raccoglieva una manciata come un abbraccio, creando una piccola coda, una sorella minore, che ricadeva al centro.
Voltava il viso cercando di guardare oltre le spalle.
I grandi occhi azzurri, color del mare su una spiaggia bianca, si scontravano con la terra dei miei, mentre il viso sprigionava vita.
Le labbra porpora disegnavano il sorriso di una luna nuova, ne stagliava l’estremità  verso l’alto.
Le labbra porpora leggermente aperte lasciavano libera di muoversi la felicità  del momento.
Correva.
Correva in direzione del sole, verso l’orizzonte, libera.
Mentre si allontanava si è voltata, cercando di guardare indietro, ma voleva correre.
Ardeva dentro di lei, spinta da una forza sconosciuta, la necessità  di correre.
Correva, mentre io ero fermo, e il distacco si dilatava, e i due corpi si separavano, e lei sorrideva, ma correva.
Ho allungato il braccio, con la mano aperta cercando di stringerla, ma cingevo l’aria.
Riuscivo ad afferrare solo la figura minuta che si allontanava, ma era priva di consistenza.
L’ho vista svanire inghiottita dalla luce del sole, ha raggiunto la sua meta.
Correva.

Luna piena

Oggi Morfeo sembra aver deciso di voler saltare il suo appuntamento con me.
Capita a tutti, molte volte, ma ognuno ha il suo metodo per cercare di richiamarlo all’ordine.
C’è chi legge, chi conta qualche ovino, chi ascolta della buona musica, chi fa ricorso a tisane o pozioni magiche e chi utilizza mille altri metodi testati e non.
Poi ci sono io.
Io guardo attraverso la finestra.
È stato a causa di questo mio rimedio strampalato che mi sono accorto di lei.
La luna piena.
È lì in alto, forte della sua luce, anche se non le appartiene.
Non se ne preoccupa.
Tronfia di non dover subire l’ombra di nessuno.
Anche le nuvole hanno deciso di accontentarla lasciandole il campo libero.
Mi sembra di sentirla ridere di gusto, con la pancia gonfia, il mantello legato al collo e lo scettro in mano, cercando di dare ordini a tutti.
Lei è così, passa dai giorni bui in cui non si vuole far vedere da nessuno, ai giorni in cui è talmente presente e lucente da doverla rinchiudere in qualche sgabuzzino con una benda sulla bocca.
Suvvia, un po’ come tutti noi.
Anche noi come lei abbiamo momenti bui e di luce.
Anche noi come lei mentiamo e siamo sinceri.
Anche noi come lei giriamo intorno a qualcosa o qualcuno.
In pratica, lei è lì, per ricordarci della normalità  di essere umani.
È proprio strana la luna, regala e toglie, come noi.
È umana.