Jane Austen

Ritratto di Jane Austen

Perché aspettiamo per qualsiasi cosa? Perché non afferriamo immediatamente il piacere? Quante volte la felicità viene distrutta dalla preparazione, stupida preparazione.

Emma

Ho lottato invano. Non c’è rimedio. Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti. Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami. Mi avete stregato anima e corpo e vi amo, vi amo, vi amo e d’ora in poi non voglio più separarmi da voi.

Orgoglio e pregiudizio

Sono poche le persone che amo veramente e ancora meno quelle di cui penso bene. Più conosco il mondo, più ne sono scontenta; ogni giorno conferma la mia opinione sull’incoerenza degli esseri umani e sull’impossibilità  di fare affidamento su ciò che sembra meritevole o sensato.

Orgoglio e pregiudizio

Così si sentiva umiliata e afflitta e piena di rimorsi, pur non sapendo precisamente neanche lei per cosa. Cominciava a desiderare la stima di lui, ora che non ci poteva più sperare: avrebbe voluto avere sue notizie, ora che non c’era più probabilità di averne. Ebbe la certezza che con lui sarebbe stata felice, ora che non era più probabile che si incontrassero.

Orgoglio e pregiudizio

Non posso più ascoltare in silenzio. Devo parlarvi con i mezzi che ho a disposizione. Mi straziate l’anima. Sono metà  in agonia e metà  pieno di speranza. Ditemi che non è troppo tardi, che quei preziosi sentimenti non sono svaniti per sempre. Mi offro di nuovo a voi con un cuore ancora più vostro di quando lo avete quasi spezzato la prima volta otto anni e mezzo fa. Non osate dire che un uomo dimentica più presto di una donna, che il suo amore ha una fine più prematura. Non ho amato altri che voi. posso essere stato ingiusto, debole e pieno di risentimento, ma mai incostante.

Persuasione

Erri De Luca

Erri De Luca
Erri De Luca

Non sono al tuo fianco, Anna, io sono il tuo fianco. Sei la parte mancante che torna da lontano a combaciare.

Il giorno prima della felicità

Così ho deciso che questa è la mia definizione della parola amore: tu.

Impossibile

Il volersi bene si costruisce. Ma l’amore quello vero, no. L’amore lo senti immediato, non ha tempo. È dire “ti sento”. Un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio. Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.

I pesci non chiudono gli occhi

Anche se so che c’è un guaio in programma, il solo fatto di essere annodati alla stessa corda, mi illude di un’intesa tra noi due. È un errore, ma non riesco a voler male a questa donna, pure se mi sta tradendo.

La natura esposta.

Quando ti viene nostalgia non è mancanza. E’ presenza di persone, luoghi, emozioni che tornano a trovarti.

Montedidio

Di questo per me si tratta, di essere il resto di alcune persone, delle loro sottrazioni. Porto il vuoto che mi hanno lasciato.

Non ora, non qui

Voglio tentare di stare con te. Voglio credere che è possibile, anche se non per ora, anche da lontano. Ho bisogno di aspettare qualcuno che non somigli a nessuno e tu sei questo.

Tu, mio

Will Hunting – Genio ribelle

Will Hunting – Genio ribelle film diretto da Gus Van Sant interpretato da Matt Damon, Robin Williams e Ben Affleck.

Sean: Pensavo a quello che mi hai detto l’altro giorno, riguardo al mio dipinto.
Will: Ah.
Sean: Sono stato sveglio tutta la notte a pensarci. Poi ho capito una cosa, e sono caduto in un sonno profondo, tranquillo, e da allora non ho più pensato a te. Sai che cosa ho capito?
Will: No.
Sean: Sei solo un ragazzo. Tu non hai la minima idea delle cose di cui parli.
Will: Grazie tante.
Sean: Non c’è di che. Non sei mai stato fuori Boston.
Will: Nossignore.
Sean: Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti. Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il Papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto. Mai visto. Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, potrai perfino aver scopato qualche volta, ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici. Sei uno tosto. E se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia eh? Ancora una volta sulla breccia, cari amici! Ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l’ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto. Se ti chiedessi sull’amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile, non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell’inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro. Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d’ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine orario delle visite non si applica a te. Non sai cos’è la vera perdita, perché questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso: dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto. Io ti guardo, e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé, vedo un bulletto che si caga sotto dalla paura. Ma sei un genio, Will, chi lo nega questo. Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo. Ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo. Sei orfano giusto? Credi che io riesca a inquadrare quanto sia stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei, perché ho letto Oliver Twist? Basta questo ad incasellarti? Personalmente, me ne strafrego di tutto questo, perché, sai una cosa, non c’è niente che possa imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo. A meno che tu non voglia parlare di te. Di chi sei. Allora la cosa mi affascina. Ci sto. Ma tu non vuoi farlo vero, campione? Sei terrorizzato da quello che diresti. A te la mossa, capo.

La Grande Bellezza

La Grande Bellezza film del 2013 diretto da Paolo Sorrentino, con attore principale Toni Servillo che interpreta Jep Gambardella.

Stefania: Io ho provato a cambiare le cose con la Letteratura. Io ho scritto undici romanzi di impegno civile e il libro sulla storia ufficiale del Partito.
Jep: Hai dimenticato la collaborazione per i testi di quel reality… come si chiama?
Romano: “La Fattoria delle Ragazze.” si chiama.
Stefania: Guardate che l’esperienza della televisione è molto formativa. E quando mi invitano, io ci vado sempre. Io mi sporco le mani, io sperimento, provo… Io non passo la vita a fare la snob.
Dadina: Senti un po’, stai dicendo che un romanziere impegnato ha una sorte di vantaggio, diciamo di salvacondotto rispetto a romanziere chi si occupa che ne so, di… sentimenti?
Jep: Ma certo che sta dicendo questo, certo.
Stefania: La causa per cui uno impegna la propria vita non è secondaria. Metti l’importanza di costruire una famiglia, di dedicarsi con sacrificio e impegno quotidianamente all’educazione dei ragazzi. Io e Eusebio abbiamo quattro figli, facciamo insieme un percorso, progettiamo. Io faccio i salti mortali per essere madre e donna. Ma alla fine della giornata sento che sono stata utile, che ho fatto qualcosa di importante e interessante.
Dadina: Noi che non abbiamo figli, secondo te, dovremmo accarezzare la l’idea del suicidio?
Stefania: Non parlo di te, naturalmente.
Jep: Parla di me.
Stefania: Dadina, lo sai quanto ti stimo, no? Tu sei una donna “cazzuta”.
Jep: Usi “cazzuta” in uno dei tuoi undici romanzi?
Stefania: Si, uso la parola “cazzuta” nei miei romanzi. Ci provo ad essere moderna.
Romano: La modernità  è cazzuta.
Jep: De gustibus… Quante certezze, Stefania. Non so se invidiarti o provare una forma ribrezzo.
Stefania: Si, ho delle certezze. Ho cinquantatré anni…
Jep: Portati benissimo.
Romano: Molto.
Stefania: Ho cinquantatré anni, ho sofferto, mi sono rialzata e adesso ho imparato molte cose dalla vita. Bene, vedo che non ribattete più, finalmente.
Jep: Stefa’, non ribattiamo perché ti vogliamo bene. Non vogliamo metterti in imbarazzo. Ma insomma tutte queste vanterie, tutta questa ostentazione seriosa di io, io, io, questi giudizi sprezzanti tagliati con l’accetta nascondono una tua fragilità , un tuo disagio, e soprattutto una certa serie di menzogne. Noi ti vogliamo bene, certo conosciamo anche le nostre menzogne ma proprio per questo a differenza tua finiamo per parlare di vacuità , di sciocchezzuole, di pettegolezzi, proprio perché non abbiamo nessuna intenzione di misurarci con le nostre meschinità .  
Stefania: Ma di che menzogne stai parlando? Tutto quello che ho detto è vero! È come sono, è quello in cui credo.
Jep: Ti prego, mi vanto di essere un gentiluomo, non mi fare crollare l’unica certezza che ho, eh?
Stefania: No, no, no, no, no, adesso tu per favore mi dici quali sarebbero le mie menzogne le mie fragilità  bello mio, eh, io sono una donna con le palle, parla, avanti, su, parla.
Jep: Su “donna con le palle” crollerebbe qualsiasi gentiluomo. Stefà , l’hai voluto tu, eh? In ordine sparso. La tua vocazione civile ai tempi dell’università  non se la ricorda nessuno, molti invece ricordano personalmente un’altra tua vocazione che si esprimeva a quei tempi, ma si consumava nei bagni dell’università . La storia ufficiale del partito l’hai scritta perché per anni sei stata l’amante del capo del partito. I tuoi undici romanzi, pubblicati da una piccola casa editrice foraggiata dal partito, recensiti da piccoli giornali vicini al partito, sono romanzi irrilevanti, lo dicono tutti questo non toglie che anche il mio romanzetto giovanile fosse irrilevante, su questo ti do ragione.
La tua storia con Eusebio? Ma quale? Eusebio è innamorato di Giordano, lo sanno tutti. Da anni. Pranzano tutti i giorni da Arnaldo al Pantheon, sotto all’attaccapanni come due innamoratini sotto alla quercia. Lo sanno tutti e fate finta di nulla. L’educazione dei figli che tu condurresti con sacrificio minuto per minuto: lavori tutta la settimana in televisione, esci tutte le sere, pure il lunedì quando non si manifestano neppure gli spacciatori di popper, i tuoi figli stanno sempre senza di te, pure durante le vacanze lunghe che ti concedi, poi hai per la precisione: un maggiordomo, un cameriere, un cuoco, un autista che accompagna i ragazzi a scuola, tre baby sitter, insomma, come e quando si manifesta il tuo sacrificio? Queste sono le tue menzogne e le tue fragilità .
Stefà , madre e donna: hai cinquantatré anni e una vita devastata, come tutti noi. Allora, invece di farci la morale, di guardarci con antipatia, dovresti guardarci con affetto. Siamo tutti sull’orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che guardarci in faccia, farci compagnia, pigliarci un poco in giro. O no?

Romano : Che cosa avete contro la nostalgia eh? È l’unico svago che resta a chi è diffidente verso il futuro.

Jep : finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.